Da: "vento... su TL" A: Oggetto: [Tamburi Lontani] RASSEGNA STAMPA DEL 2003/02/13 (edizione completa) Data: giovedì 13 febbraio 2003 17.11 Ciao Lista... ti riposto il bell'articolo di Claudio per "MUSICA!" che ho mandato alle 15.07, e... ancora dell'altro... :o)) Ciao! :o) Giuseppe -------------------------------------------------------------------------------- LA PACE E' DIFFICILE PIU' FACILE E' UCCIDERE di Claudio Baglioni "Giochiamo ai buoni e ai cattivi?" - "Si, ma come si gioca?" - "E facile: i buoni dicono chi sono cattivi!" Cito a memoria - da una vecchia frase dei Peanuts - quello che mi è sempre sembrato un paradigma particolarmente efficace della semplicità, agghiacciante, con cui produciamo il vibrione della guerra. L'unica malattia mortale che l'uomo non contrae, ma genera. Guerra e pace sono parole difficili da usare. Troppo grandi per il dizionario tascabile della coscienza. Un'edizione, ormai, così ridotta da non riuscire a contenere il senso autentico delle parole. Parole che, forse per questa grandezza comune, siamo indotti a considerare sullo stesso piano. Ma non è così. La pace è difficile. La guerra è facile. Si fa. E Basta. La pace si conquista. La guerra è conquista. Non c'è alcun merito nella guerra, perché i meriti li incarna tutta la pace. La guerra contiene in sé solo i rischi: gli stessi rischi che la pace è capace di annullare con il semplice apparire. La pace è progetto. La guerra, rigetto. Al contrario di quello che i cattivi maestri del passato e del presente predicano, la guerra non è necessaria alla pace. Così come la pena di morte, infatti, non è mai riuscita (né mai riuscirà) ad eliminare il crimine, la guerra non è mai stata, né sarà mai necessaria alla pace. Altrimenti, a quest'ora, con tutte le guerre che ci sono state, non solo il mondo avrebbe, da lungo tempo, debellato tutti i propri mali, ma avrebbe maturato un tale crediti di pace, da garantirsi una prospettiva millenaria di crescita e sviluppo in piena serenità e armonia. Purtroppo, invece, ogni giorno, sotto i nostri occhi, va in onda l'evidenza del contrario. Se c'è qualcosa di necessario alla pace, è la giustizia. Visto che, senza giustizia, la guerra diviene un passaggio obbligato e la parola tace un insieme vuoto di quattro lettere che ci riuniscono solo per inutili occasioni di circostanza. Riconosciamolo una volta per tutte: chi predicava che la storia è maestra di vita, sbagliava. La storia - almeno in questo - non ha mai insegnato niente a nessuno. Non perché sia una cattiva maestra, ma perché ha tra le mani un pessimo scolaro. Un perenne ripetente (dalla memoria scandalosamente corta), non ha capito - ad esempio - che dividere risorse e ricchezze significa moltiplicare e non perdere. E, invece, no. Sazi delle infinite varianti del più qualunquistico dei luoghi comuni: "così è la vita", consideriamo la guerra il gas di scarico inevitabile al funzionamento del veicolo-mondo, senza capire che queste emissioni letali significano una sola cosa: che dobbiamo riprogettare il motore. Arrendersi all'idea che la guerra sia un l'unica soluzione è un insulto. Un insulto alla intelligenza dell'uomo. Cosi come è inutile e deprimente doversi schierare ogni volta sull'avamposto della pace. La guerra è l'unico gioco che non ha vincitori. Siamo tutti vinti. Eppure non ci riesce di smettere di giocare. Forse perché giocare alla pace è più noioso. O, forse, perché non fa gioco a nessuno. E questo è un gioco più grande dei giocatori. E' lui che gioca con noi, con la nostra storia, con le nostre speranze, i nostri destini. E ogni giorno - per quanto triste e dolorosa sia stata la nottata che l'umanità si è finalmente lasciata alle spalle - ci porta a rituffarci nello stesso pozzo nero dal quale abbiamo appena tirato fuori la testa. Fino a quando non impareremo - come diceva un illuminato americano - che "non c'è mai stata una buona guerra o una cattiva pace" e troveremo la forza, la lucidità e il coraggio di licenziare il croupier e dichiarare solamente la pace Fonte: "MUSICA!" inserto de La Repubblica ........... MUSE, GIÙ LE SCALE PER CREARE 60 POSTI IL COMUNE VUOL ABBATTERE IL COLLEGAMENTO TRA LA I E II GALLERIA Strappare più posti possibili alle Muse. Anche ricorrendo a demolizioni di quanto già costruito. La Giunta, su input del sindaco Sturani, ha dato mandato all'ufficio tecnico di verificare la possibilità di installare 60 poltrone dopo aver demolito le scale che attualmente collegano la prima e seconda galleria. Intervento che consentirebbe di abbassare anche in quel punto le balaustre che non sono state invece ritoccate dopo l'inaugurazione, a differenza di quanto avvenuto in altri punti del teatro. Un'ipotesi di intervento niente affatto gradita dall'architetto Bruno Guerri che, assieme a Paola Salmoni, ha progettato le Muse. La Giunta si attende il parere dell'ufficio tecnico entro un mese e se la risposta sarà positiva, il Comune darà il via alle pratiche per ricavare questi ulteriori posti a sedere alle Muse. Un'offerta minima in più a fronte di una richiesta travolgente, come ha dimostrato, ultimo caso in ordine cronologico, la ressa per i biglietti del musical "Hello Dolly" con Loretta Goggi. Capienza Muse che sin dal giorno dell'inaugurazione è il rebus che ha creato i maggiori grattacapi a chi gestisce il teatro ritrovato. Con i suoi 1.056 posti a sedere che sono stati regolarmente venduti ad ogni occasione. Sino al boom del concerto di Claudio Baglioni quando, per la prima volta, è stata autorizzata anche la vendita di 70 posti in piedi. Posti in piedi che, norme alla mano, possono essere portati sino a 150, come comunicato dal presidente della Fondazione nel corso dell'ultima riunione del Cda. Complessivamente la capienza delle Muse, tra poltrone (1.056), posti riservati ai portatori di handicap e posti in piedi è di 1.253 spettatori. «Ma i posti in piedi devono essere previsti sempre dietro l'ultima fila del settore per il quale vengono venduti, mai si devono occupare le vie di fuga» sottolinea Maurizio Romagnoli, responsabile sicurezza delle Muse. Fonte: "Il Messaggero di Ancona" ........... OGGI ALLE 22.30 SI ESIBISCE ALL'ALTOPALATO ECCO SERGIO SGRILLI IL TOSCANACCIO DI ZELIG Torna stasera alle 22.30 per la rassegna di cabaret dell'Altopalato il noto comico Sergio Sgrilli, una stella di Zelig. Da vero toscanaccio qual è parlerà con graffiante ironia dei problemi della vita quotidiana, del rapporto uomo-donna e farà il verso ad artisti come Dalla, Baglioni e Pelù. Sgrilli si è affermato inizialmente come musicista bluesman, lavorando in alcune delle più famose località turistiche del mondo. Nel 1994 è iniziata la sua carriera cabarettistica che lo ha portato a partecipare alle trasmissioni radiofoniche "Senza raccomandazioni" (Rds), "Gelato" (Radiodue) e al contenitore comico televisivo "Seven Show" (Italia 7). Trasferitosi a Milano, il comico di Follonica, si è classificato terzo al Concorso di Cabaret Città di Milano ed è entrato a far parte dello Zelig. Sgrilli ha già all'attivo cinque spettacoli ed entro l'anno dovrebbe incidere anche un disco. Fonte: "Il Mattino" di Padova ........... IL COLLOQUIO CON L'INTRAMONTABILE PROTAGONISTA DELLA NOSTRA MUSICA E TELEVISIONE, IERI A BRESCIA PER UN INCONTRO PROMOZIONALE COL PUBBLICO GIANNI MORANDI: «LA FORZA MAGICA DELLE CANZONI» di Francesco Fredi Uno di noi ieri pomeriggio a Brescia. Anche se non per un concerto come quello del gennaio 2001 al PalaGeorge di Montichiari, bensì per una presenza al centro commerciale Auchan di Roncadelle nell'ambito di un minitour promozionale del cd «L'amore ci cambia la vita». E, prima, tappa a Radio Bresciasette per una diretta, e per interviste a Teletutto e al nostro giornale. «Faccio incontri come questo - ci spiega Gianni Morandi - per avere una cosa che per me è importantissima: il contatto con la gente. E l'occasione di far ascoltare un cd a cui tengo molto e sentire le reazioni». - Visto il clima mondiale non posso non chiedere a chi ha portato al successo "C'era un ragazzo che come me..." se ha la sensazione che, rispetto a quando contro la guerra in Vietnam si poteva cantare confidando di muovere qualcosa, la musica oggi è più disarmata o forse soltanto più... mercato. «Non credo che la musica possa cambiare le cose. Chiaro che quando risento "C'era un ragazzo", in un attimo ho l'immagine di quello che era. Le canzoni a volte hanno una capacità di sintesi enorme, più che un libro o un programma tv. Se mi capitasse oggi di trovare una canzone di quell'intensità, potrei riprovarci. La musica è meno forte d'un tempo? Mah, oggi escono dieci volte di più dischi di allora, c'è sempre qualche cosa che può rimanere nonostante la grande dispersione. Ci sono cantanti che vivono una sola stagione e vecchi artisti che continuano a produrre cose buone, e altri che non funzionano più. Oggi bisogna fare più selezione, ma non è tutto da buttare: per esempio da una boy-band come i Take That è uscito un artista che mi piace come Robbie Williams». - A proposito di cantanti che ti piacciono: che ne dici del nostro Francesco Renga? «Mi piace molto. Ha una grande voce e una tecnica vocale ammirevole. Sono contento che abbia successo un interprete di qualità. Quando arrivò a Sanremo capii subito che aveva stoffa». - Tu sei un artista senza tempo. Ma anche Mick Jagger ancora saltella sul palco e tanti «veterani» sono validissimi e amatissimi. Non è che solo in Italia stiamo così attenti all'anagrafe? «Una volta era proprio così, ma ora vedo che sono molti anche i nostri 50enni che fanno grande musica: Battiato, Baglioni, Dalla, Venditti, Guccini. Vale solo la qualità della musica che fai, non l'età». - A proposito di età, che opinione ti sei fatto del cast diciamo... maturo del prossimo Festival di Sanremo? «Dipende sempre molto dalle canzoni. Sanremo ha bisogno di buone canzoni, gli interpreti contano, naturalmente, ma quello che deve rimanere è la grande canzone. In passato ne sono rimaste di bellissime, l'anno scorso quella di Daniele Silvestri. Sarebbe bello che fosse una vera mostra della musica italiana dove anche i grandi artisti portano le loro cose migliori, però non si riesce a farlo: evidentemente non è facile. Baudo ha invitato tutti, ma non ce la fa: spero trovi buone canzoni ». - In tv «Uno di noi» è andato bene ma spesso ha perso dalla De Filippi. E tu hai contestato l'Auditel mettendoti in mutande... «Era un sabato sera con due proposte molto forti: un programma radicato come ''C'è posta per te'' e un varietà di stampo tradizionale, con la Lotteria. È stata comunque una bellissima esperienza, più complicata rispetto al varietà precedente che era incentrato tutto su me e la mia carriera. Lo rifarei, ho imparato moltissimo. Quanto all'Auditel, la mia è stata una provocazione. Non sono contro l'Auditel, semmai coi meccanismi che si usano per ottenere audience a tutti i costi: è questo che volevo contestare mettendomi in mutande. Ma non cercavo ascolti perchè l'ho fatta nel prologo al programma e quindi non ha prodotto effetti». - Progetti? «Sto pensando a uno spettacolo nei teatri: un recital minimalista, semplice, magari con una chitarra e un pianoforte. Ho anche qualche proposta per la tv, ma voglio aspettare». Fonte: "Il Giornale di Brescia" ........... DIARIO ECONOMICO Lutto per Salvatore D'Erasmo BRESCIA - Un grave lutto ha colpito Salvatore D'Erasmo, direttore generale dell'Associazione Industriale Bresciana. È scomparso ieri a Marina di Gioiosa Ionica, Nicola D'Erasmo, il padre 92enne del direttore Aib. Mutuo a Famiglia Rurale Cadignano BRESCIA - Il Banco di Brescia ha concesso alla cooperativa La famiglia rurale di Cadignano, di cui Francesco Maltempi è presidente del consiglio di amministrazione, un mutuo di 880.950 euro. Tasso di interesse iniziale 3,90%. Form vende a 3M3 in via Vergnano BRESCIA - Form spa, di cui Leonardo Tanzini è presidente del consiglio di amministrazione, ha venduto a 3M3 Centro Commerciale di Brescia, di cui Cesare Lica è amministratore unico, una porzione di fabbricato uso esposizione con magazzino e uffici, un appartamento, un garage ed aree di pertinenza a Brescia in via Vergnano. Prezzo della transazione 594mila euro più Iva. Per la Hunziker un sito Impulse Active BRESCIA - La società bresciana di programmazione Impulse Active, guidata da Nicola Pollastri (nella foto), ha realizzato e firmato il web site della soubrette svizzera Michelle Hunziker (www.michellehunziker.it). Impulse Active, che ha realizzato anche il portale telefonino.net, aveva precedentemente realizzato siti per altri personaggi del mondo dello spettacolo, tra cui Elisabetta Canalis e Claudio Baglioni del quale era stata seguita la tournée interattiva. Impulse Interactive ha realizzato lo sorso anno 500mila euro di ricavi. Consorzio Artigiani Nave vende NAVE - Il Consorzio artigiani e piccole industrie di Nave, rappresentato dal presidente Ivano Collio, ha venduto a Dueci, di cui Sergio Ceresoli è presidente del consiglio di amministrazione, aree a Nave per 542.280 euro. Conto Arancio a Montecampione MONTECAMPIONE - Ing Direct, banca diretta più grande del mondo che commercializza Conto Arancio, innovativo conto di deposito al 3,70% di interesse, arriva nel Bresciano con l'iniziativa «Conto Arancio interessi in Alta Quota». Il conto verrà presentato a Montecampione dal 28 febbraio al 2 marzo dove funzionari Ing illustreranno le caratteristche. Ing a Brescia ha 4.500 clienti Il Giornale di Brescia --------------------------------------------------------------- RICEVI QUESTA NEWSLETTER PERCHE' SEI ISCRITTO A DOMEUS.IT - Home for Communities --------------------------------------------------------------- Per cancellarti da questo gruppo clicca su http://www.domeus.it/public/unsubscribe.jsp?tsp=1045152643686&gid=303268&uid=18020502&sig=DMGCBKFMFOFLOPCK L'utilizzo di domeus è definito dai Termini e Condizioni di eCircle Srl: http://www.domeus.it/info/terms.jsp